7 giugno 2018

 

Il gioco degli specchi

 

La possibilità di conoscere se stessi, di prendere consapevolezza di ciò che ciascuno è, può anche passare attraverso il gioco.

In fondo, non serve molto, basta ritagliarsi un po' di tempo. La mancanza di tempo spesso rappresenta un alibi per chi preferisce rimandare o ha timore di conoscersi meglio.

In questo senso, l'estate può essere l'occasione ideale visto che per molti offre una maggiore disponibilità di tempo. Il gioco che propongo permette di conoscere se stessi attraverso altre persone o situazioni.

 

Una premessa indispensabile

La premessa per questo gioco è che ciò che provi (emozioni, pensieri, reazioni fisiche) riguarda in primo luogo te stesso. Parliamo quindi di una visione della vita che presuppone la Responsabilità.

Lo so, stiamo attraversando un'epoca in cui il concetto di Responsabilità, anche per il benessere, non è molto diffuso. E' molto più facile e comodo dare la colpa ad altri e vivere passivamente.

Per Responsabilità intendiamo il farsi carico della propria vita, delle proprie azioni e delle conseguenze. Attenzione: Responsabilità non è senso di colpa. Non sei colpevole di ciò che accade, sei responsabile. E' nettamente diverso.

Comunque, per il nostro gioco, non è necessario averla da subito questa visione. Anzi, il gioco permette anche di aprirti a questa possibilità e arrivare a farla tua gradualmente.

Partendo da questa premessa, potrai estendere il concetto di Responsabilità alle persone che incontri e alle situazioni che capitano. Ovvero: se hai davanti a te una persona e provi una reazione (rabbia, ansia, gioia, ecc.), quella persona non è la causa di quello che stai provando. Ciò che provi nasce da te, riguarda te. Le persone e le situazioni davanti a te sono come degli specchi. Ti stanno rimandando qualcosa di te.

 

Una seconda premessa

Devi volerti bene. Non è scontato. Se accetti che ciò che provi ti riguarda, è importante che questo non alimenti sensi di colpa. Tu sei OK, vai bene come sei! Se reagisci come reagisci è perchè nella vita, a un certo punto, hai imparato a reagire così. Qualunque ne sia il motivo, evidentemente c'era un'utilità in questo comportamento. Ripeto, è importante: non fartene una colpa.

Semplicemente, accettalo. Non sarà facile all'inizio ma provaci.

Se le premesse ti spaventano o se per qualsiasi motivo non vuoi giocare, fermati qui.

 

Il gioco

Se hai accettato le premesse e stai proseguendo nella lettura, puoi iniziare con il gioco.

Servono pochi minuti al giorno, poi col tempo potrai aumentarli.

Il gioco consiste nell'individuare, nell'arco della giornata, 3 situazioni alle quali reagisci e osservare la tua reazione.

Quello che puoi provare può avere caratteristiche praticamente infinite: rabbia, ansia, rifiuto, disgusto, vergogna, abbandono, senso di colpa, paura, ingiustizia, irrequietezza, umiliazione, tradimento, sopraffazione e molto altro ancora.

Osserva queste tua sensazioni, tieni l'attenzione su di esse.

 

Puoi farti anche qualche domanda, ad esempio:

Cosa ha fatto questa persona che mi da fastidio?

Mi ricorda qualche situazione o qualche atteggiamento che ho vissuto in passato?

Perchè ragisco così? Perchè in questo momento?

Ascolta le risposte che emergono (possibilmente non dai pensieri rimuginanti).

 

Che cosa emergerà? Credenze, fantasie, reazioni condizionate ad azioni e omissioni del passato. Ovvero, quello che è ben radicato nel tuo inconscio e governa le tue azioni quotidiane.

Può essere utile annotare queste reazioni per comprendere meglio con che frequenza queste situazioni si ripresentano nella tua vita, per osservare il messaggio che ti portano.

Prendi consapevolezza di quello che accade in te. Senza giudicarti, senza fartene colpe.

Già questo può essere l'inizio del cambiamento. Osservare e accettare.

 

Un esempio

Se ho la credenza che gli amici, gli uomini, le donne, siano inaffidabili, osserverò situazioni in cui le persone si comporteranno in modo inaffidabile nei miei confronti. Oppure sarò io a comportarmi in modo inaffidabile, magari senza esserne consapevole ma alimentando la mia credenza.

Se ho la fantasia che gli altri siano più fortunati, probabilmente proverò rabbia per questo e attirerò e osserverò situazioni in cui mi sembrerà che gli altri siano più fortunati di me.

Proiettiamo all'esterno e attiriamo a noi ciò che è nel nostro mondo interiore. Nulla avviene per caso.

 

Ogni giorno

La vita è una fonte inesauribile di situazioni che ci fanno da specchio. Spesso si vive in modo distratto, dando poca attenzione a noi stessi. Alcune persone si trovano a vivere come se fossero “addormentate”, ovvero attraversano passivamente la vita senza mai farsi una domanda sulla propria sofferenza, sul senso di ciò che accade. Evidentemente hanno un percorso che è il loro, non sta a noi giudicare.

Prova, allora, il gioco degli specchi. Prova a farlo diventare un gioco quotidiano, per almeno 21 giorni.

E impara ad osservarti. Col tempo, se vuoi, potrai aumentare le situazioni che osservi, anche fino a 7 o 21 durante la giornata.

Infine, un consiglio: non evitare le situazioni e le persone che ritieni più sgradevoli. Sono proprio quelle che possono essere più utili. Vale la regola: più è forte la tua reazione, qualsiasi essa sia, più quell'argomento ti riguarda ed è importante per te!

 

Grazie del tempo che hai dedicato alla lettura.

Buon divertimento!